Gruppo Centaurus
Il gruppo CENTAURUS si è formato nel 1994. Non rappresenta e non è un’etichetta discografica, né una società di alcun genere. Si tratta di un libero gruppo di produttori discografici indipendenti e privati cittadini, il cui fine è quello di promuovere concretamente – attraverso la diffusione delle registrazioni che realizza – la conoscenza della musica vocale e strumentale, cameristica e teatrale, pre-classica, in particolare quella del periodo cosiddetto arcadico-razionalista, a cavallo tra i secc. XVII e XVIII, e barocca (metà XVII sec.).
A tuttoggi, la gran parte della copiosa produzione musicale – e lo sterminato panorama degli scritti sulla musica – di questo periodo è ancora per lo più confinata in biblioteche e musei, appannaggio di musicologi e addetti ai lavori. E, se è vero che, soprattutto in occasione del ricorrere di anniversari, alcuni autori sono riproposti al pubblico, è vero anche che l’opera dei più, e spesso proprio dei compositori più originali e importanti, rimane lettera morta, o è equivocata sia nelle rare riproposte, sia nell’attività di riordino. Il che acquista carattere di particolare gravità, se si pensa che è tra la metà del XVII sec. e la prima metà del XVIII, che, forse per la prima volta nella storia dell’Occidente, la musica entra a far parte a pieno diritto del mondo della cultura nel senso più ampio del termine, abbandonando per lo più il suo carattere tradizionalmente specialistico.

Il gruppo CENTAURUS ha appuntato la sua attenzione su alcuni dei numerosissimi aspetti poco o mal conosciuti del repertorio pre-classico, in particolare sulle forme della Cantata e della Sonata, che sono note più in teoria, che in pratica, o come forme musicali “standard”, ma che, nella realtà dei fatti presentano un’infinità di varianti; sul rapporto cultura-musica, soprattutto su quello letteratura-musica, fondamentale sempre, particolarmente vivo e stimolante in un periodo storico, in cui la musica si fonda e si plasma sul testo letterario (si pensi all’importanza di Metastasio, ma, prima di lui di Salvator Rosa, di Apolloni o Baldini); su momenti storico-musicali di passaggio, particolarmente delicati, in cui emergono istanze e forme che, a suo tempo, diedero luogo a dibattiti e polemiche tra sostenitori degli “antichi” e fautori dei “moderni”, al parallelo tra musica francese e musica italiana, o al confronto tra musica strumentale e musica vocale, “querelles” che ancor oggi sono lungi dall’essere risolte; su autori noti a noi quasi esclusivamente di nome, quando non del tutto sconosciuti – Alessandro Scarlatti, Agostino Steffani, Giovanni Battista Martini, Giovanni Battista Bassani, Benedetto Marcello, Antonio Cesti, Giovanni Legrenzi, Alessandro Stradella, per fare alcuni esempi – e su aspetti della loro produzione dei quali gli studiosi si occupano poco o non si occupano per nulla.
Così, sono state registrate e presentate in concerto in “prima assoluta” in tutt’Europa le rarissime Cantate per voce di basso, violini e basso continuo, le Sonate per due violoncelli, le Sinfonie, le Canzonette, alcuni melodrammi, rivelatisi decisivi nell’evoluzione storica del melodramma italiano ed europeo, di Alessandro Scarlatti, i Duetti Buffi (dei quali esiste un solo manoscritto) e la produzione profana di Giovanni Battista Martini, le Cantate a una e due voci, strumenti e basso continuo, le Sonate à Tre e alcuni dei primi melodrammi di Agostino Steffani. E poi, le Cantate per voce di basso, soprano e contralto e basso continuo di Benedetto Marcello, Giovanni Battista Bassani, Alessandro Stradella, Giovanni Legrenzi, Antonio Cesti; le Cantate italiane di Georg Friedrich Händel; Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel operisti, ma anche il repertorio “canzonettistico” del primo trentennio del XVII secolo, che ritrae il passaggio dal madrigale all’“aria”, d’importanza cruciale, data l’evoluzione di quest’ultima, sia nell’ambito della Cantata, che dell’Oratorio, che, soprattutto, del melodramma, di cui diverrà presto e definitivamente l’asse portante. Dunque, raffinate arie strofiche di Jacopo Peri e dei Caccini, “Scherzi” e canzoni d’ispirazione popolaresca a voce sola (monodìe) di Claudio Monteverdi, Marco da Gagliano, Girolamo Frescobaldi, Andrea Falconieri, Barbara Strozzi, Salvator Rosa, o tratte dal canzoniere “Affetti Amorosi”, curato a inizio Seicento dal veneziano Giovanni Stefani.

Inoltre, sono state registrate e pubblicate Sonate per clavicembalo di Joseph Haydn e Sonate per due violoncelli o “Duetts” di Giambattista Cirri.
Per quanto riguarda la musica da camera ottocentesca, ad un lavoro discografico sulle liriche d’amore di Gaetano Donizetti è seguita, ad oggi, una trilogia sull’orientalismo e l’esotismo nella musica da camera francese tra Otto e Novecento: mélodies di Hector Berlioz, Claude Debussy, George Bizet, Albert Roussel, e Sonate per pianoforte di Félicien-César David.
Le proposte musicali del gruppo CENTAURUS sono affidate a formazioni di musicisti ed interpreti giovani ed estremamente preparati: SCARLATTI CAMERA ENSEMBLE, QUARTETTO ERASMUS, TRIO ALESSANDRO SCARLATTI, o a solisti attivi in campo internazionale.
CENTAURUS MUSIC si avvale della collaborazione di alcune Istituzioni culturali e musicali europee e americane. Tra le tante:
- Biblioteca del Conservatorio “G. Verdi” e Fondo Ricerche Musicali della Bibilioteca Nazionale Braidense – Milano.
- Archivio Ricordi – Milano.
- Biblioteca del Conservatorio “S. Pietro a Majella”- Napoli.
- Biblioteca dell’Accademia “S. Cecilia”, Bibilioteca Casanatense – Roma.
- Civico Museo Bibliografico Musicale e Biblioteca del Convento di S. Francesco – Bologna.
- Bibiloteca Estense – Modena.
- Fondazione Levi – Venezia.
- Museo Donizettiano – Bergamo.
- Bibiloteca Musicale – Torino.
- Biblioteca Comunale – Castelfranco Veneto (TV).
- British Library – London – UK.
- Fitzwilliam Museum – Cambridge – UK.
- Diözesanbibliothek – Münster – D.
- Music Library, Yale University – New Haven – US.
- Bibliothèque nationale de France – Paris – F.
- Bayerische Staatsbibliothek – München – D.
- Mecklenburg – Vorpommernn Landesbibliothek – Schwerin – D.


